Gli animali e i bestiari del Medioevo

 

L'uomo del XII secolo ha con gli animali un contatto intimo e quotidiano e la fauna che lo circonda non ha nulla di fantastico.

Gli animali domestici sono press'a poco gli stessi di oggi.

Nelle case i gatti sono ancora rari, ma per la caccia ai topi e ai ratti sono talvolta utilizzate donnole più o meno addomesticate.

Si addomesticano anche corvi, cornacchie e taccole come più tardi si farà con i pappagalli.

I cani, invece, non sembra siano stati oggetto di attenzioni affettive prima della metà del XIII secolo; non è loro permesso di entrare in casa e sono spesso associati a pratiche crudeli.

I due animali più apprezzati sono il cavallo e il falco.

Il meglio conosciuto dal punto di vista scientifico, invece, è il maiale: infatti, poiché la dissezione del corpo umano è vietata dalla Chiesa, i medici studiano l'anatomia sezionando il maiale, la cui struttura interna è ritenuta simile a quella umana.

Gli animali selvatici sono familiari quanto i domestici.

Se in Inghilterra i lupi sono già stati annientati nel X secolo, sul continente continuano a essere diffusi, talvolta persino alle porte delle città.

Anche gli orsi e i cinghiali popolano le foreste europee.

Le grandi belve non sono sconosciute: i sovrani possiedono stalle che ospitano animali importati dall'Asia e dall'Africa, che i sudditi ammirano nei giorni di festa.

Infine non sono rari i domatori di animali, che vanno di villaggio in villaggio a presentare ghepardi, scimmie, serpenti, uccelli esotici.

Questa conoscenza concreta del mondo animale non diminuisce il gusto vivace e diffuso per le opere zoologiche, in cui il meraviglioso ha molto più spazio del reale: i bestiari.

Sono trattati che, con il pretesto di descrivere i costumi di animali strani o familiari, traggono dallo studio della natura simboli religiosi e precetti morali.

Nonostante la mancanza di originalità - la maggior parte delle loro conoscenze derivava dagli autori dell'antichità e dell'alto Medioevo - la loro fama è immensa e influenza sia le forme più elaborate della creazione artistica sia i racconti più ingenui della mitologia popolare.

Di ogni animale i bestiari danno, infatti, notizie favolose, destinate a impressionare il contadino, stupire il cavaliere, sedurre l'artista e ispirare il predicatore.

Ecco un florilegio tratto da vari bestiari.

"Parliamo prima di tutto del lupo che, agli occhi delle popolazioni medievali, è l'animale più crudele e più astuto. Procede sempre nella direzione del vento, perché i cani non possano seguire le sue tracce; quando ulula, si mette la zampa davanti alla bocca per far credere di non essere solo. Il suo morso è tanto più velenoso in quanto si nutre di rospi e, come il cane, è spesso rabbioso. E’ così diabolico che là dove passa, l'erba non cresce più. Un uomo che incontra un lupo ha una possibilità su due di cavarsela: se vede il lupo per primo, questo perde la sua aggressività e si dà alla fuga; ma se è il lupo a vedere l'uomo per primo, quest'ultimo resta paralizzato e finisce divorato. Comunque, se per un caso più unico che raro dovesse cavarsela, resterebbe muto fino alla fine dei suoi giorni.

Viene poi l'orso, un mammifero anch'esso ben noto. E’ un animale enorme, la cui potenza risiede soprattutto nelle gambe. La femmina è molto più forte del maschio ed è pressoché impossibile catturarla; inoltre, ha un pessimo odore. L'orso maschio, invece, può essere ammaestrato a condizione di cavargli gli occhi e di ingozzarlo di miele. Più lo si batte e più diventa grasso e vigoroso e lo si può allora usare come animale da traino. Quando muore, se ne può utilizzare il grasso: applicato sulla testa, è il miglior rimedio contro la calvizie. Il periodo di gestazione dell'orsa dura solo trenta giorni, ed è per questo che i piccoli vengono al mondo nati morti, non sono più grossi di un topo e non hanno né occhi né peli. E’ la madre che li riporta in vita e conferisce loro un aspetto più sano e completo leccandoli vigorosamente per parecchi giorni di seguito.

Il cervo è l'animale più spesso adottato come simbolo del Cristo. Detesta i serpenti, che sono creature del demonio, li caccia e li mangia. E’ condannato allora a morte certa se entro tre ore dall'assunzione del loro veleno non si abbevera a una fontana. Se vi riesce, non solo si salva, ma recupera anche la giovinezza: perciò è straordinariamente longevo.

Inoltre il cervo non è mai malato, non ha mai la febbre e l'uomo che ne mangia ogni giorno finisce per beneficiare della stessa immunità. E’ un animale che ama moltissimo la musica: si può ammansirlo e catturarlo con fischi melodiosi, che però sono efficaci solo quando ha le orecchie alzate: quanto le tiene puntate verso il basso, diventa completamente sordo. Infine, quando è catturato dai cacciatori, il cervo non si difende ma piange di un pianto che talvolta gli salva la vita.

Fra gli animali esotici, il camaleonte è certamente il più straordinario. Ha il corpo della lucertola, le scaglie e la schiena del pesce, la testa della scimmia e le zampe del falco. E’ molto pauroso e perciò cambia continuamente colore e può assumerli tutti tranne il bianco e il rosso. Non mangia né beve mai: si nutre di sola aria e perciò non ha sangue. Il suo stomaco possiede proprietà magiche: se lo si getta nel fuoco, si mette immediatamente a piovere o scoppia un temporale.

Il coccodrillo è un grande serpente di colore giallo, munito di quattro piedi giganteschi, privo di lingua e con un carattere molto contraddittorio. Quando mangia non si sa trattenere e ingoia cibo fino ad ammalarsi: allora si accascia sulla sabbia e non può più muoversi finché non ha digerito tutto, il che può occuparlo per parecchi giorni. Quando vede un uomo non può fare a meno di afferrarlo e divorarlo, mentre per altri aspetti è di temperamento buono e sensibile. Perciò, appena ha finito questo sinistro banchetto, si pente della malvagia azione e piange per ore e ore."

I bestiari non parlano solo di animali reali, ma dedicano ampi capitoli ai mostri e agli esseri chimerici.

"La manticora è l'animale più sanguinario che esista: è addirittura del colore del sangue. Ha il corpo del leone, la coda dello scorpione, la testa umana. Ha una triplice fila di denti in ogni mandibola e nessuno può sfuggirle perché è l'animale più veloce della terra: solo il leone non la teme, che però è terrorizzato dal leontofono, il più piccolo dei roditori, che con il solo odore delle sue urine può farlo passare dalla vita alla morte.

Più inoffensivo è il tarando, grosso bove con testa di cervo e pelle d'orso. Abita le regioni fredde ed è molto pauroso; come il camaleonte, cambia facilmente colore.

La leontocrocuta è il prodotto dell'accoppiamento fra il maschio di una lince e la leoneossa, e tuttavia ha il corpo dell'asino, le zampe del cervo, la criniera del leone, la testa del cammello e talvolta la voce umana.

Ma la più strana di tutte le creature è senza dubbio il pesce monaco, un mostro marino che infesta le coste norvegesi: ha il corpo di un pesce, ma la testa è quella di un uomo tonsurato e sulle sue spalle pende un cappuccio simile a quello dei frati."

 

Michel Pastoreu da "La vita quotidiana ai tempi dei Cavalieri della Tavola Rotonda"