La costruzione del modello
Lo scafo
Lo scafo è stato realizzato con la consueta tecnica delle ordinate in compensato e del doppio fasciame.
Il primo fasciame è di tiglio.
Terminato, ho realizzato il ponte con listelli di noce tanganica, tagliati a circa 60 mm. Prima di incollarli, per simulare la calafatura, ho "sporcato" con una mina tenera il bordo del listello.
Il secondo fasciame merita un discorso più completo.
L’opera morta è stata rivestita con listelli in noce 0,5x3, tagliati a circa 80 mm, e distanziati leggermente fra di loro, per evidenziare i corsi del fasciame.
L’opera viva, nella realtà, presentava il rivestimento in rame, che, quindi, ho dovuto simulare. Scartato l’utilizzo del rame vero (riportandole in scala, le placche in rame avrebbero assunto le dimensioni di circa 3x10 mm!), ho utilizzato dei listelli da 0,5x3 mm, tagliati a 10 mm, incollandoli distanziati fra di loro di circa 0,3 mm. Terminata tale operazione ho dovuto simulare il colore del rame. Ho dato una prima mano di fondo con dell’acrilico nero molto diluito, in modo potesse penetrare profondamente negli interstizi, e, dopo aver levigato la superficie con carta vetrata molto sottile, ho ripetuto altre due volte il procedimento. Successivamente, con la tecnica del pennello asciutto e delle velature, ho dato una mano di acrilico rame. A vernice perfettamente asciutta, ho simulato la chiodatura incidendo con un punteruolo i fori dei chiodi.
Prima di passare alla colorazione dell’opera morta, ho realizzato le finte coste interne alla murata, poi colorata di bianco, e ho incollato la falchetta, ottenuta da listelli da 2x2 mm, incollati in coppia e opportunamente sagomati con l’aiuto di dime in compensato.
Per la colorazione dell’opera morta ho utilizzato smalto sintetico nero opaco.
Per realizzare gli oblò, ho praticato dei fori del diametro di 3 mm e vi ho introdotto un tubicino di rame, lasciato sporgere per circa 0,5 mm.
Le ruote e i tamburi
L’imbarcazione presenta due ruote a pale, montate in altrettanti tamburi.
Tali ruote presentano un meccanismo ad eccentrico che permette alle pale di entrare ed uscire dall’acqua in maniera perpendicolare alla linea di galleggiamento, questo per aumentarne il rendimento. Per la realizzazione delle ruote ho usato materiali diversi. Ognuna di esse presenta, da entrambi i lati, due anelli concentrici, realizzati con tondino di ottone, e una parte centrale, simulata con delle "rondelline" in plastica della giusta dimensione. Il tutto è "attraversato" da raggi, realizzati in legno da 1x2 mm. La coppia di ruote è tenuta insieme da listelli di legno. In tutti questi passi ho utilizzato del collante cianoacrilico. Ogni ruota porta 10 pale, ciascuna formata dalla pala vera e propria, da un supporto per i raggi dell’eccentrico e da due supporti per il montaggio della pala alla ruota stessa. Tutti questi particolari sono stati realizzati in Plasticard. A questo punto, per completare ogni ruota, mancano i raggi per il meccanismo dell’eccentrico (ho utilizzato del filo di rame) e l’anello centrale su cui convergono i raggi (realizzato in Plasticard). Ho dipinto tutto in nero acrilico e, a pennello asciutto, con del silver ho simulato l’effetto "metallo". Ho assemblato, quindi, i vari particolari.
I tamburi sono stati realizzati in compensato da 1 mm, rivestiti con listelli da 0,5x3 mm e colorati con acrilico bianco e sintetico nero opaco. Le grate laterali sono in Plasticard, dipinte di nero e, a pennello asciutto, silver. Ogni tamburo poggia su una "balconata" laterale, sotto cui ci sono dei supporti di tondino di ottone con le estremità appiattite. Fra i due tamburi c’è una passerella che poggia su sei colonnine realizzate tornendo dei listelli da 3x3 mm, e sulla quale convergono due scale per permettere l’accesso sui tamburi stessi. Tutt’intorno alla balconata, sulla passerella e sui tamburi trovano posto una serie di candelieri che, data la loro esigua dimensione, ho realizzato attorcigliando strettamente del filo di rame molto sottile, avendo cura di lasciare dei fori per il passaggio della fune (ottenuta intrecciando tre fili di metallo dello spessore di 0,03 mm!).
Maniche a vento
Per i due tubi verticali delle maniche a vento, ho utilizzato un comune tubicino in plastica per palloncini del diametro di circa 4 mm (per intenderci quelli che sono offerti ai bambini nelle promozioni pubblicitarie!), mentre le due "campane" le ho ottenute da un foglio di plastica che ho riscaldato e sagomato servendomi di un’opportuna dima in legno. Successivamente ho assemblato i due pezzi e rifinito le giunture con dello stucco per plastica. I due anelli sono, invece, di filo di rame. Ho passato su tutto una mano di primer e, quindi, dipinto con acrilico giallo ocra.
Caviglie e cavigliere
Tenendo conto della scala del modello, le caviglie dovevano essere di circa 5 mm! Scartando subito l'ipotesi di utilizzare materiale commerciale, le ho dovute realizzare una ad una. Con l’aiuto di un mini trapano, ho tornito dei listelli quadrati (dello spessore di 1x1 mm) di tiglio.
Le cavigliere, invece, le ho realizzate da listelli di noce da 0,5x5 mm, opportunamente levigati e forati. Anche in questo caso, per bloccarle alle murate, ho utilizzato del collante cianoacrilico.
Argano
L’argano è stato ottenuto tornendo un pezzo di legno di pero, molto duro e compatto e quindi adatto a questo tipo di lavorazione. Gli intagli laterali e i fori per le aspe sono stati fatti con il mini trapano.
La colorazione è in nero e rosso acrilico.
Carronade
Il modello presenta un armamento molto semplice, costituito da due carronade.
Ogni canna è stata realizzato tornendo un tondino di legno. Sulla canna sono stati, quindi, incollati tre anellini in metallo: uno per il fissaggio all’affusto, un altro, sulla parte superiore, per il passaggio della cima di ritenzione, e l’ultimo, sulla culatta, per il sistema di brandeggio. Questi altro non è che una vite, che poggia sull’affusto e va ad avvitarsi nell’anello della culatta, con un volantino nella parte inferiore. L’affusto è di legno di noce con due ruotine nella parte posteriore per la rotazione dell’arma. Tutto il sistema è assicurato alla murata da un sistema di funi e bozzelli.
Si tenga presente che l’insieme della carronada non supera i 15 mm!
La ruota del timone
La struttura principale della ruota, che ha un diametro di circa 18 mm ed è di stagno per saldature, è costituita da un anello (la cui sezione ho reso quadrata), e dal mozzo, con il foro centrale. I raggi sono, invece, tondini di ottone.
Il tutto è stato colorato con gli acrilici.
Le pompe di sentina
Le due pompe di sentina sono state realizzate con diversi materiali: legno per i supporti, filo di stagno per le ruote, le bielle e gli assi, rame per il basamento e per gli stantuffi.
I fumaioli
Per realizzare i fumaioli mi sono procurato dei tubi in plastica (quelli per le canaline degli impianti elettrici). Ho sagomato le estremità, dopo averne riscaldato la plastica, con l’aiuto del manico di una lima. I due basamenti sono in legno, gli anelli in stagno, mentre le sirene sono tubicini di rame.
Anche questi, dopo una mano di primer, sono stati dipinti con acrilico giallo ocra.
Altri particolari del ponte
I portelli dei carbonili sono in Plasticard, gli osteriggi di legno di noce con le grate di filo di rame, mentre la struttura per la copertura all'accesso dei ponti inferiori è di filo di ottone.
Gru delle imbarcazioni di servizio
Sono di filo di ottone, opportunamente limato e curvato per fargli assumere la giusta forma rastremata. Le estremità sono state, quindi, appiattite e forate per realizzare gli occhielli per il fissaggio delle cime. Ogni gru è fissata allo scafo tramite cerniere realizzate in lamina di rame.
Alberatura
L'intera alberatura è di tondini di ramino, con particolari di faggio (crocette e coffe) e di pero (teste di moro). La colorazione, giallo ocra, è quella riportata sulla documentazione.
Bozzelli e bigotte a canale
I bozzelli sono di legno di pero. Ho eseguito una "scanalatura" sui due lati opposti del listello, mentre nel lato "liscio" ho praticato il foro (o i fori, per i bozzelli a due fori) per il passaggio delle manovre. Ho, quindi, tagliato il pezzo, con il foro al centro, della lunghezza di 1,5 mm, arrotondato le estremità e congiunto le scanalature sui due lati opposti. Il bozzello è così terminato.
Le bigotte a canale sono anch’esse realizzate in legno di pero. Su un listello di 1 mm di spessore pratico un foro da 2,5 mm e ne carteggio l’interno. Con una lama ben affilata, si taglia intorno al foro a formare un’anellino del diametro di 4 mm. Si infila l’anellino così ottenuto su un tondino leggermente conico e, facendolo ruotare manualmente a mo’ di tornio, se ne rifinisce la superficie esterna. Si pratica, quindi, una "gola", con l’aiuto di una lima a sezione triangolare, per la legatura della cima.
Cordame
Ho realizzato da me il cordame, perché ritengo che quello commerciale non rispecchi i reali colori e la fattezza delle vere cime.
Ho, prima di tutto, costruito una "piccola macchina da funaio", costituita da tre ingranaggi che girano contemporaneamente grazie ad un pignone centrale azionato da un piccolo motorino elettrico. Su ognuno dei tre ingranaggi si lega un capo di ogni filo, mentre gli altri tre capi si bloccano insieme. Si aziona, quindi, il motorino. All'estremità opposta, i tre fili, bloccati insieme, cominceranno ad attorcigliarsi. In questo modo, intrecciando più fili (da un minimo di due ad un massimo di nove), ho ottenuto i vari diametri occorrenti per le manovre. Come filo base ho utilizzato del cotone da cucito, marca "Tre Cerchi", colore n.ro 24 per le manovre correnti, e n.ro 759 per le manovre dormienti.
Ancore
Il materiale che ho utilizzato per realizzare le ancore è il tondino d’ottone per saldature (da 1,8 mm di diametro).
Dopo aver tagliato e sagomato i due pezzi fondamentali dell’ancora (il fuso e la marra), li ho saldati insieme. Sempre in ottone ho, poi, realizzato le palme, incollate, successivamente, alle due estremità della marra (ho evitato di saldarle per non compromettere la giuntura centrale). Dopo una mano di primer, le ho dipinte con acrilico nero e, a pennello asciutto, silver per far assumere loro un aspetto metallico. I ceppi sono di legno, mentre le "fasciature in ferro" sono ottenute da lamierino di rame. Per la catena ne ho utilizzata una con maglie da 2 mm, trattata con brunitore chimico. Essa è fissata all’ancora grazie alla cicala, realizzata di filo di ottone.
Polena
La polena, raffigurante una donna nuda, è stata scolpita dall’amico modellista Osvaldo, che ha utilizzato del Milliput. L’ho, poi, dipinta con normali colori acrilici.
Bandiere
Per le bandiere ho utilizzato della tela bianca, ricavata da vecchissimi fazzoletti da taschino.
Ho disegnato (a matita) la forma e il fregio della bandiera da entrambi i lati. Successivamente, per darle una certa rigidità, ho trattato la tela con una miscela di colla vinilica (30%) e acqua (70%). A tela perfettamente asciutta, l’ho colorata con i soliti colori acrilici (la colorazione deve essere effettuata da entrambi i lati). Ho ritagliato, quindi, la bandiera così ottenuta e le ho dato una forma "mossa" con l’ausilio di un asciugacapelli.
Specchio di poppa
Il fregio dello specchio di poppa è realizzato dipingendo il motivo su del lamierino.
Dapprima ho eseguito il disegno in scala 4:1, e, successivamente, l’ho ridotto alle "giuste" dimensioni, con l’ausilio del computer. Trasferito il disegno su del lamierino, l’ho colorato con colori acrilici.