Piaggio P.108 II serie
Modello, testo e foto di Gabriele Luciani – Lecce – Socio IPMS Italy e CMPR
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Parliamo di Talking about |
Modello in plastica iniettata tipo short run con parti in resina. Injected plastic short run model with resin pieces. |
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Dentro
Inside |
Quasi 100 parti in plastica; 61 in resina; parti trasparenti in plastica iniettata; decal per due velivoli. Nearly 100 parts in plastic; 61 in resin; transparent parts in plastic; decals for two warplanes. |
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Pollice alto
Thumbs up |
Kit completo e relativamente facile da assemblare; chiaro foglio istruzioni. Complete Kit and relatively easy to assemble; clearly sheet instructions. |
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Pollice verso
Thumbs down |
Qualche stuccatura (specie per la giunzione ali/fusoliera) e residui degli istruttori; interni un po’ vuoti; l’unione dei trasparenti anteriori richiede un po’ d’accortezza. Some puttyings (as for the wings/fousolage splice) and residual of the instructors; inners a few empty; the union of transparent the front ones demands a po' of shrewdness. |
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Il nostro consiglio Our advice |
Diciamo solo che è da acquistare al più presto… We can only say that it is acquiring to more soon... |
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Forse non sono pochi gli appassionati che ricordano come l'esito del referendum indetto fra i lettori e pubblicato nel numero 6-1976 della rivista Aerei, poneva la riproduzione in scala del Piaggio P.108 al quinto posto fra i kit più richiesti: i due curatori della rubrica Plastimodellismo, il compianto Pietro Tonizzo e Carlo D’Agostino, già all’epoca lo definirono "da tempo atteso" e il medesimo velivolo era oggetto, proprio su quel numero di Aerei, di un bell’articolo a firma del noto autore Giancarlo Garello. Quest’ultimo, aveva già pubblicato nel 1973 un libro monografico sul P.108, ed è l’autore del recente fascicolo n. 15 della collana Ali d’Italia curata da Giorgio Apostolo e edita dalla Bancarella di Torino. I titoli di tale collana sono caratterizzati da chiari disegni in scala e dal testo tradotto anche in inglese, fattori cui si devono il suo successo e la diffusione anche all’estero e quindi, anche l’uscita e la qualità di questo nuovo stampo dedicato allo stesso velivolo. Fino a non pochi anni fa comunque, l’unica possibilità di riprodurre in scala 1/72 un bombardiere quadrimotore italiano, era realizzare il B.24D "Blonde Bomber II" catturato dalla R.A. nel 1943 (dapprima con il vetusto kit Revell e dai primi anni 90 con il modello espressamente dedicato a questo B.24 dalla Academy). Negli anni 80 la piemontese Challenge Plastic, nell’ambito della sua produzione di modelli in vac-u-form, molto ma molto…"basici" , propose un modello del P.108: riuscire però a montare questo povero kit era un'impresa incredibilmente ardua… Un passo avanti fu fatto nel 1996 dalla Airmodel, storica casa tedesca produttrice di modelli in vac-u-form: questa ditta che nei primi anni 70 offriva modelli molto semplici, aveva incominciato a inserire finalmente alcune parti in plastica iniettata per favorire il completamento dei suoi kit, che però, rimanevano comunque appannaggio di modellisti certo più smaliziati. A tale modello (per una sua completa descrizione vedi i numeri di Aerei Modellismo 6-1997 e meglio ancora quello di agosto 1999), la milanese RCR, con la collaborazione del noto masterista pavese Marco Lova, dedicò il set di miglioria n.014; lo stesso Marco Lova realizzò, per la sua Olds Wings, una fusoliera completa per realizzare la variante "Artigliere" del quadrimotore: peccato che le radici alari della conversione in resina e le ali del vac-u-form non erano proprio coincidenti… Malgrado questi set di miglioria, il modello Airmodel, come detto, non era proprio alla portata di tutti e così, quando dall’anno scorso incominciavano a girare voci e anticipazioni di un modello in plastica iniettata da parte del gruppo ceco MPM, l’attesa è divenuta spasmodica!
Il P.108, pur essendo stato realizzato nell’arco di quasi tre anni in soli 24 esemplari (più o meno l’ammontare della produzione di meno di due giorni di un B.17 o un B.24…d'altronde l’apparato semi-industriale di un paese a preminente economia agricola, come era il nostro, di più certo non poteva permettersi…) occupa il classico posto di rilievo nella storia della nostra aeronautica, per essere stato il solo bombardiere quadrimotore dell’Asse impiegato in azioni belliche, inquadrato nella 274 sq. della R.A..
Il modello è uscito a fine settembre 2004, inscatolato sia dalla Special Hobby, una delle firme del gruppo MPM, sia dalla milanese Flying Machines (già nota da anni per il suo Re.2005 in 1/48). Nelle due confezioni troviamo uno stampo uguale, composto da oltre 100 pezzi in plastica iniettata (suddivisi in 4 alberi più un quinto per le parti trasparenti realizzate anch'esse ad iniezione) e 61 parti in resina (fra queste anche i terminali degli scarichi motore di tipo notturno: è notevole la riproduzione in scala delle alette degli stessi).Le differenze sono nel foglio istruzioni (nel corso della costruzione vengono omesse le parti che non devono essere utilizzate per la versione proposta dalla confezione, rispettivamente 1^ serie per la Flying Machines e 2^ serie per la Special Hobby), negli schemi mimetici e nelle decal. La S.H. dà le decal per il P.108 MM.22004 (portato allo standard della 2^ serie e con il colore verde per le superfici superiori e nero fumo per quelle inferiori oscurate, come le insegne di nazionalità in fusoliera) e per il P.108 MM 24325, ultimo esemplare di serie, con una mimetica analoga al precedente, con le insegne "americanizzate" ricevute a Grottaglie poco prima del disastroso atterraggio in mano ai piloti statunitensi. Le decal, però, non riportano la bordatura rossa: esaminando le immagini fotografiche, molto modestamente, ritengo che le stessa bordatura era presente e credo quindi di dover convenire con Stefano Angelini, autore dello splendido modello ricavato con il kit Airmodel presentato su Aerei modellismo Agosto 1999 e riproposto su Scale Wings Model n. 1, su quanto da lui scritto su quest'ultima pubblicazione dove, lo stesso modello, è ripresentato modificato per rappresentare appunto il medesimo esemplare M.M. 24235. Inoltre, il diametro dei fasci alari per la MM.22004 mi sembra un po’ piccolo e credo sia opportuno usare quelli presenti nel foglio Tauromodel 72-510. Per la colorazione delle parti esterne la Special Hobby suggerisce l’utilizzazione del verde mimetico 2 per le superfici superiori di entrambi gli esemplari proposti dalle sue decal: è un'indicazione che mi suscita un po’ di perplessità, le stesse che credo siano state anche di Stefano Angelini che, dopo aver finito il suo modello di P.108 appunto in verde mimetico 2 F.S. 34052, nel trasformarlo nell’esemplare incidentato a Grottaglie, ha ritenuto opportuno pure di ridipingerlo con il verde oliva scuro 2 … In effetti il P.108 MM. 22004 ricevette dapprima lo schema con superfici superiori in verde mimetico 2 (F.S. 34092) con macchie bruno mimetico (F.S. 30125 o 30129) e giallo mimetico 2 (F.S. 33481) e superfici inferiori in grigio mimetico (F.S. 36293), ed è in tale configurazione che ho voluto riprodurlo con il mio modello (da notare che l’insegna di reparto, la firma del Cap. Pil. Bruno Mussolini, è limitata al solo cognome); dopo essere stato portato allo standard della 2^ serie, anche la sua mimetica delle superfici superiori venne modificata in una livrea monocromatica, ma questo avvenne nell’estate del 1942, quando cioè entrò nel pieno vigore l’utilizzazione dei nuovi colori della tavola 10. La MM 22004, forse dopo aver operato per un primo periodo con le superfici inferiori in grigio (forse questo continuò ad essere quello mimetico), come altri esemplari del reparto, ricevette l'oscurazione delle insegne e delle superfici inferiori con il nero fumo. La M.M. 24235 fu il penultimo esemplare prodotto e quindi non credo proprio ci possano essere dubbi sull'utilizzazione del verde oliva scuro 2… La F.M. propone invece il P.108 MM 22003 su cui trovò la morte il cap. Bruno Mussolini, (caratterizzato dalla mimetica a macchie di bruno mimetico e giallo mimetico 2 su verde mimetico 2, cofani motori in giallo ed unico esemplare con il numero della Sq. in fusoliera), e il P.108 codice 2 rosso-2 bianco MM 22005, in verde oliva scuro 2 con la firma del figlio del duce in fusoliera.
Chi vuol riprodurre il prototipo del P.108 deve tenere in conto che lo stesso, dopo un incidente in atterraggio, fu ridipinto con le sole macchie di giallo mimetico 2 su verde mimetico 2. Attenzione alla linea di separazione fra la colorazione delle zone superiori e di quelle inferiori che in alcuni esemplari appare netta mentre in altri è sfumata. Le differenze esterne fra le due serie si concentrano sulla presenza della postazione difensiva anteriore nella prima e sulla configurazione dei cofani motore con la posizione degli scarichi (nella prima serie sono nella parte superiore dei cofani mentre nella seconda furono posti in basso): questi particolari sono presenti nello stampo e il modellista può scegliere di realizzare un prima serie con la confezione della S.H. o fare il contrario con quella F.M., tenuto conto anche delle varie configurazioni dei velivoli reali che a volte non presentavano insegne di reparto. Se poi si ha il foglio Sky Models 72-014 (con una porzione dedicata anche al P.108) allora questo "dilemma" della scelta si protrae ben oltre l’acquisto della confezione… Analizzando le singole stampate in plastica si nota che lo stampo è abbastanza pulito essendo infatti di un tipo sempre più simile a quelli usuali a tiratura industriale: non ci sono sbavature o ritiri, ma sui pezzi non troviamo ancora gli spinotti di riferimento per l’assemblaggio e all’interno di molte parti sono rimasti dei residui degli estrattori. Quelli presenti sulle derive verticali impediscono la chiusura delle semi fusoliere e chiaramente vanno eliminati; sempre sulle due semi fusoliere, le varie pannellature sono incise in modo diseguale ( più profonde ai lati e quasi impercettibili al di sotto). Anche all’interno di ali e timoni orizzontali ci sono i residui degli estrattori da eliminare; come per tutti i kit in short run, bisogna poi delicatamente staccare i pezzi dagli alberi di stampa (altrimenti parte della plastica del pezzo rimarrà sullo sprue…) ripulendoli poi dai residui degli stessi. Attenzione alla stampata B, dove sono inseriti fra l’altro i differenti cofani e gondole dei motori: a prima vista i pezzi sembrano tutti uguali ma così non è (i cofani riportano infatti la diversa ubicazione degli scarichi, mentre le seconde seguono la differente curvatura delle ali) , e si corre concretamente il rischio di fare confusione. E’ quindi consigliabile studiare bene la stampata in questione prima di distaccare i pezzi in essa contenuti.
Iniziando la costruzione come al solito dagli interni, si deve evidenziare che, a differenza di quanto riportato nelle istruzioni, il colore generale degli interni non era il classico verde anti corrosione ma l’alluminio. Il C.M.P.R. di Ravenna pubblicò un supplemento speciale al n.1/2000 del suo Notiziario di Plastimodellismo a firma di Giuseppe Verde dedicato al P.108 (anche nelle due varianti da trasporto): l’Autore riporta la diretta testimonianza di un ex aviere della R.A. in servizio presso la 274 sq. che rammenta gli interni di fusoliera, stiva bombe, carrelli e relativi vani, lasciati in metallo naturale, con il solo cruscotto in nero.
Il kit fornisce alcuni pezzi in resina e in plastica per il vano piloti: cruscotto, tunnel strumentazione, volantini e seggiolini piloti in resina (con questi ultimi da ripulire con attenzione dal residuo di colata della resina presentando, oltre alle cinghie di ritegno, anche i braccioli e i relativi archetti di sostegno) da inserire su un pavimento (pezzo A 14) in plastica. Sia questo che la retrostante paratia verticale non creano problemi nell’inserimento all’interno delle semi fusoliere, ma il tutto dà un idea un po’ spoglia dell’abitacolo: non ci sono, ad esempio, le strumentazioni laterali e le pareti sono lisce. Per questa zona quindi, quello che fornisce il kit si può considerare una base di partenza per qualche lavoro di dettaglio in più (oppure un'occasione per i produttori di set in resina di miglioria…), tenuto conto che il pezzo che riproduce la cappotta del vano piloti è molto limpido e sono estese le sue parti trasparenti. La stessa cappotta si colloca senza problemi nel suo vano , non così il pezzo D 10 che funge da paratia in fusoliera e da longherone alare e il D 8 (altra paratia): questi infastidiscono la chiusura delle semi fusoliere (all’interno delle stesse poi, oltre ai citati pezzi per l’abitacolo e le paratie, non abbiamo altro, circostanza che costringe a chiudere le postazioni in fusoliera…e qui valgono le considerazioni appena fatte per il vano piloti…) e vanno entrambi limati molto. Il pezzo in resina che raffigura la gamba del ruotino posteriore purtroppo va inserito prima della chiusura delle semi fusoliere: la sua posizione nel corso del resto della costruzione lo rende un po’ troppo esposto e quindi si deve stare attenti a non farlo saltare con urti indesiderati! L’assemblaggio e il corretto allineamento delle semi fusoliere malgrado l’assenza dei perni di riscontro e le dimensioni delle stesse non sono molto difficili, anzi: usando collante ciano-acrilico e carta abrasiva, l’uso dello stucco, per far sparire i segni della giunzione dei due pezzi, sarà molto limitato a pochi centimetri sopra e sotto la parte centrale degli stessi e alcune zone del timone. Seguendo le istruzioni si passa alle semi ali rispettivamente divise in due grandi pezzi: anche qui le pannellature sono bene incise ed appaiono altrettanto bene riprodotte le costolature sugli alettoni. Non ci sono perni di riscontro ma la loro unione è semplicissima, del tutto esente da stucco; anche l’inserimento sulle due gondole motori esterne dei pezzi in resina raffiguranti le due torrette telecomandate Z 2, non dà alcun problema (le canne delle mitragliatrici è meglio inserirle a colorazione ultimata). Le parti inferiori delle quattro gondole motori sono realizzate come pezzi separati e si deve usare un pelino di stucco per raccordarle con la superficie alare. Un po’ di stucco in più è richiesto sempre per raccordare le basi dei cofani dei motori alle gondole alari. La necessità di riprodurre gli sfiati presenti sull’aereo reale in questa zona ha infatti costretto gli stampisti a realizzare quattro pezzi a parte (numerati D 5) che raffigurano appunto questi incavi e, purtroppo, l’allineamento degli stessi alle gondole motore non è ottimale, con alcune soluzioni di continuità a volte un pochino più marcate . Prima di assemblare i pezzi D 5 relativi alle gondole motore interne, si deve inserire dietro di loro un pezzo in resina (pur 4) che riproduce la paratia verticale delle gambe del carrello principale a cui va unita una paratia orizzontale (B 16) che a sua volta riproduce il tetto del medesimo vano: i residui di colata della resina presenti dietro i pezzi pur 4 vanno eliminati altrimenti non consentirebbero l’unione del pezzo D 5 alla gondola motore. I cofani motori sono divisi rispettivamente in due pezzi ciascuno, al cui interno va inserita una discreta riproduzione del frontale della stella anteriore dei motori: l’unione di tutti i pezzi non denota difficoltà di sorta e usando collante ciano-acrilico e carta abrasiva si evitano noiose stuccature per eliminare i vari segni di giunzione. Purtroppo la giunzione ali-fusoliera richiederà un po’ di stucco in più per colmare lo spazio vuoto (quasi un mm) fra queste due componenti del modello per la lunghezza della linea di giunzione delle stesse; per fortuna il longherone alare del pezzo D 10 e i binari per lo stesso, presenti all’interno delle semi ali, danno una buona solidità a tutto l’insieme. Anche i pezzi trasparenti raffiguranti la prua del velivolo con la postazione del puntatore non hanno perni di riscontro e risulta opportuno inserire al loro interno piccole strisce di plasticard per conferire maggiore solidità alla loro unione e per poterle meglio maneggiare quando si dovrà eliminare il segno della loro giunzione sulla parte superiore degli stessi (per fortuna al di sotto va collocato il pezzo in plastica A 11 che qui elimina del tutto il problema): questa fase è molto delicata per via delle parti che dovranno rimanere trasparenti e per la difficoltà di usare lo stucco. Ho preferito quindi utilizzare al posto dello stucco quantità ridottissime di collante ciano-acrilico con estrema cautela sulle zone di giunzione, collante che una volta asciugatosi ho carteggiato con altrettanta cautela. Per l’interno della postazione del puntatore oltre al pavimento, pezzo D 7, purtroppo non c’è null'altro: anche qui si ripresenta lo stesso discorso del vano piloti per via dell’estensione e della limpidezza della parti trasparenti, e quindi occorrerà mettere mano alla documentazione. L’unione alla fusoliera della postazione del puntatore, almeno nel kit da me montato (ho scelto di riprodurre un esemplare della 1^ serie con ancora la postazione difensiva anteriore), non è perfettamente coincidente: malgrado i vari tentativi rimaneva sempre un piccolo ma fastidioso scalino in quanto la fusoliera era più stretta dei due pezzi trasparenti uniti… Questi ultimi poi, se messi sui piani in scala, appaiono un po’ troppo abbondanti in lunghezza almeno di un buon mm: per ovviare a questo fatto e anche per ridurre il rilevato scalino con la fusoliera, ho tagliato con un seghetto da orefice la parte in eccesso dei trasparenti prima di unirli alla fusoliera anteriore. Quindi, per poter dare una uniformità al tutto, sono stato costretto ad usare ancora una volta lo stucco e a carteggiarlo sempre con attenzione per via delle parti trasparenti che è conveniente proteggere con nastro adesivo Tamiya fin da questi momenti senza aspettare la fase della colorazione del modello. Il pezzo trasparente CP 7 che riproduce la cupola del mitragliere presente sotto la zona posteriore della fusoliera non presenta l'apertura per la relativa mitragliatrice: per poterla realizzare si dovrà quindi forare il medesimo pezzo CP 7, ma con molta molta cautela…E’ poi preferibile omettere del tutto i quattro pezzi trasparenti CP 8 da mettere in fusoliera, sostituendoli a colorazione ultimata con il Kristal Klear e posticipare, a tale punto, anche l’unione dei cofani motore al resto del modello montato per non dover fare delle "acrobazie" per poter dipingere la parte anteriore della fusoliera… I quattro cofani motore, poi, avevano superiormente una presa d’aria la cui riproduzione nel kit è affidata ad un pezzo in resina che, però, riproduce la parte iniziale: nella realtà la presa d’aria era seguita da un rilievo rettangolare che si estendeva fin quasi al termine della cappotta motore. Ho quindi ritenuto opportuno omettere i pezzi in resina e riprodurre queste prese d’aria con plasticard di spessore ridottissimo (non mi vergogno di dire che l'ho ricavato da un bicchiere di plastica…) incollato con colla ciano-acrilica e raccordato con stucco. Non è opportuno sostituirli con i corrispondenti pezzi in resina del set RCR in quanto sono troppo lunghi rispetto a quelli reali e non si raccordano con le gondole del kit ceco. I pezzi che riproducono le stelle motore sembrano un po’ approssimati ma anche loro non possono essere sostituiti con quelli del set RCR. Sulle ali poi vanno riprodotti i due fari presenti sul bordo d’entrata ai lati delle due gondole motore più esterne, al posto delle due incisioni che dovrebbero rappresentarli, e le luci di estremità. Sotto le ali devono essere riprodotti gli attuatori degli alettoni che nel kit sono solo incisi ma sono ben visibili nelle foto del P.108 reale. In ultimo va rilevato che vanno approfonditi un pochino i fori di riscontro presenti sulle ali del kit , per le gambe di forza dei carrelli principali: questo per poter consentire un più solido inserimento agli spinotti presenti sulla sommità degli stessi pezzi che riproducono le gambe di forza e i loro martinetti di attuazione. Le ruote del set RCR hanno i mozzi più precisi rispetto a quelle in plastica ma sono di dimensioni troppo abbondanti per poter essere proficuamente utilizzate con il kit Special Hobby .
Tutta le fasi della costruzione del kit sono accompagnate da un più che idoneo foglio istruzioni la cui validità si estende anche alle indicazioni per la colorazione esterna del modello. A tal proposito, oltre alle fonti già citate, sono da segnalare il fascicolo doppio n. 53-54 delle Monografie Aeronautiche Italiani Ed. Tatangelo, i fascicoli numero 6 e H 6 di Dimensione Cielo Ed. Bizzarri. A costruzione ultimata si nota come il modello catturi bene le forme e dimensioni del velivolo reale con la piccola eccezione da me rilevata in ordine alla postazione del puntatore: vi è infatti corrispondenza con i trittici realizzati pubblicati sul fascicolo n. 15 della collana Ali d’Italia mentre qualche sia pure piccola difformità si nota con quelli del fascicolo speciale del CMPR.
In conclusione, anche se ad esempio sarebbe stato auspicabile un maggior dettaglio per gli interni, (certo uscirà qualche kit di dettaglio, mentre per realizzare la versione "Artigliere" sarà sufficiente una semplice conversione con un nuovo musetto che sostituirà le parti trasparenti che riproducono la postazione del puntatore), non si può non essere più che soddisfatti di questo modello. Non si può quindi fare a meno di ribadire l’invito di andarlo a comprare subito in una delle due confezioni, anche perché la Corel, l’importatore ufficiale in Italia della MPM, tempo fa mi ha riferito di aver già esaurito le sue scorte di P.108 della Special Hobby…
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A kit of Piaggio P.108 was for many years a dream for the italian modellers...Only with the recent issue of n. 15 of Ali d’Italia, just dedicated to this warplane, with the clear scale designs and the text translate also in English, was possible for the Special Hobby, a firm of MPM Group, to produce a good kit reproduction of the same aircraft . Until not little years ago however, the only possibility to reproduce in 1/72 scale a Italian four-motor bomber, was to realize the B.24D "Blonde Bomber II" captured from the Regia Aeronautica in 1943 (with ancient kit the Revell and from first years 90 with the model express dedicated to this B.24 from the Academy at first). In the years Challenge Plastic, in its production of models in vac-u-form proposed a model of the P.108: but assemble this poor kit was an incredibly arduous enterprise... a step ahead was made in the 1996 from the Airmodel, historical German house manufacturer of vac-u-form: this company in first years 70 offered simple models much, had begun to insert some small parts in injection plastic in order to favor the completion of its kits, but also his P.108 it is not a easy model. To such model, the RCR, dedicated the improvement resin set n.014 and Olds Wings realized one complete fuselage in order to made the P.108 A "Artigliere" : sin that the roots andirons of the conversion in resin and the wings of the vac-u-form were not just coinciding... In spite of this set of improvement, the Airmodel model like saying was not just to the capacity of all and therefore, when from the past year they began to turn voices of a model in plastic from Czech group MPM, the wait has become spasmodic! The P.108, also being be realized in three years only in 24 exemplary ( the amount of the production less than two days than a B.17 or a B.24... however the apparatus seed-manufacturer of a country as the Italy of 30-40 yeras, to pre-eminent agricultural economy as it was ours, surer could not be allowed...) occupies the classic place of relief in the history of italian aeronautics, also because was the single four-motor bomber of the Axis employed in war actions, framed in the 274 sq. of the R.A.. The model is exited to fine september 2004, boxing from the Special Hobby and also by Flying Machines (already famous from years for its Re.2005 in 1/48). In the two confection we find a stamp equal, composed in about 100 pieces in plastic (subdivided in 4 trees more fifth for the transparent parts realized also they to injection) and 61 parts in resin (between these also finishes them of the drainages motor of nocturnal type: the reproduction in scale of the fins of the same ones is remarkable). The differences are in the sheet instructions (in the course of the construction come omitted the parts that do not have to be used for the version proposed from the confection, respective 1° series for the Flying Machines and 2° series for the Special Hobby), in the camouflage outlines and the decals. The S.H. gives the decals for P.108 MM.22004 (after carried to the standard of the 2°serie and with the green color for upper surfaces and black smoke for under surfaces, also for national insigna in fuselage) and for the P.108 M.M. 24325, last copy of series, with a similar camouflage, with the "americanized" insignia received to Grottaglie (a city nera Taranto, aslo to day with an airport where are based the AV-8B Plus of Italian Navy) little before the disastrous landing in hand the American pilots. The decals of U.S.A.A.F. stars have not the red bords: if you examined the photographic images, can you see them... For the coloration of the external parts the Special Hobby suggests the superficial use of camouflage green 2 for advanced of both the exemplary proposals from its decals: it is an indication that provokes to me a little perplexity ... In effects P.108 M.M. 22004 was first with the camouflage of green ( verde mimetico 2 - F.S. 34092) with spots tawny camouflage ( bruno mimetico - F.S. 30125 or 30129) and camouflage yellow ( gialo mimetico 2 -F.S. 33481) and superficial inferiors in camouflage gray ( grigio mimetico F.S. 36293); after to have been carried to the standard of the 2°serie, also its camouflage of upper surfaces was modified in a monochromatic livery, but this happened in the summer of 1942, when that is within in the full vigor the use of the new colors of "tavola 10". The same P.108 M.M. 22004 after to have operated for a first period with the upper surfaces in gray, like other exemplary of the unit, received the obliteration of the insignia and of the superficial inferiors with the black smoke. The P.108 M.M. 24235 was a last produced copy and therefore there is not doubts on the use of verde oliva scuro 2... The F.M. proposes instead the P.108 M.M. 22003 on which it found the dead the son of Mussolini Cap. Bruno Mussolini, (characterized from the camouflage with patch of buno mimetico and giallo mimetico 2 on verde mimetico 2, motor cowlings in yellow; this warplane was the only with the number of the Sq. in fuselage), and the P.108 code red 2 - white 2 M.M. 22005, in verde oliva 2 with the firm of the son of the Duce in fuselage. The external differences between the two series are concentrated on the presence of the front defensive emplacement in first and on the configuration of the cowlings motor with the position of the drainages (in the first series are in the advanced part of the cowlings while in the second one they were placed low): all these particular are in the stamp and the modeller can choose to realize a first series with the confection of the S.H. or to make the contrary with that F.M., held account also of the several configurations of the real aircrafts that to times did not introduce unit standards. If you have Sky Model decals no. 72-014 (with one portion dedicated also to the P.108 is had the sheet Sky Models) then this choice may protrae very beyond the purchase of the confection... Analyzing the stamp, we can see that is so cleaned and is a type more similar to usual industrial pulling: not there are slobbers or withdrawals, but on pieces we still do not find the wrist pins of reference for the assemblage and to the inside of many pieces are remained of the residuals of the extracting machines. Those present on the vertical drifts prevent to the closing of seeds fuselages and clearly they go eliminates; always two seeds fuselages, the several panellings are affected in diseguale way (deeper to sides and nearly imperceptible to of under). Also to the inside of wings and diving planes there are the residual of the extracting machines to eliminate; like for all the kit in short run, part of the plastic of the piece then must delicately detach pieces from the press trees (otherwise will remain on the sprue...) cleaning up them then from the residual same. Attention to the printed B, where the different are inserted between the other cowlings and gondolas of the motors: from the first moment pieces seem all equal ones but therefore it is not (the cowlings bring back in fact the various location of the drainages, while the second ones follow the different curving of the wings), and it runs concretely the risk to make confusion. It is better to study the instruction sets very well before detaching contained pieces in it. Beginning the construction as usual from the inner, it must be evidenced that with the exception of brought back how much in the instructions, the general color of the inner was the aluminum. The C.M.P.R. of Ravenna published a special supplement to the n.1/2000 of its Notiziario di Plastimodellismo dedicated to the P.108 (also in the two varying from transport): the Author of that publication filler the directed testimony of a former airman of the R.A. in service near the 274 sq. that he reminds the inners of fuselage, hold bombs, undercarriages , leaves in natural metal, with the single dashboard in black. The kit supplies some pieces in resin and plastic for the cokpit: dashboard, tunnel instrumentation, inserts and seats pilots in resin to insert all on a pavement (piece no. 14) in plastic. The rear vertical bulkhead do not create problems in his insertion to the inside of seeds fuselages, but all gives a poor idea of the inside: there are not the lateral instrumentations and the walls are smooth. For this zone therefore, what it supplies a kit can be more considered a line of departure for some detail (or an occasion for the producers of improvement resin set...), also because, the piece that reproduces the hood of the cokpit is much limpid and is extended its leaves transparent. The same hood is placed without problems of its space, not therefore the piece D 10 that acts as from bulkhead in fuselage and wing spar and D 8 (other bulkhead): these then annoy the closing of the semifuselages (to the inside of the same ones beyond to cited pieces for the inside and the bulkheads we do not have other, circumstance that it forces to close the emplacements in fuselage... and here they are worth the considerations as soon as made for the space pilots...) and go both erased a lot. The assemblage and the corrected alignment of seeds fuselages, in spite of the absence of the reply hinges and the dimensions of the same ones, are not much difficult: using ciano-acrylic glue and abrasive paper, the use of putty in order to make to disappear the signs of the splice of two pieces, will be much limiting to little centimeters over and under the part they of same and the some zones of the rudder centers. Following the instructions, passes to seeds wings respective uniforms in the two great pieces: not there are reply hinges but their union is simplest, of all the free one from putty; also the insertion on the two external motor gondolas of representing pieces in resin the two operated by remote control turrets Z 2, do not give to some problem (canes of the machine-guns are better to insert them to completed coloration). The inferior parts of the four motor gondolas are realized like pieces separated and it must be used a few of putty in order to join together them with the wing surface. More putty it is demanded always in order to join together the bases of the cowlings of the motors to the gondolas andirons. The necessity to reproduce the air intakes of the real airplane in this zone in fact has forced to realize four pieces to part (numbered D 5) that represent these sockets exactly and unfortunately the alignment of the same ones to the gondolas motor is not optimal, with some solutions of continuity. Before assembling relative D pieces 5 to the inner gondolas motor, it must also be inserted behind of they a piece in resin (no. 4) that it reproduces the vertical bulkhead of the legs of the main undercarriage to which goes joined a horizontal bulkhead (b 16) that in its turn it reproduces the roof of the same space: the residual of tap of the resin present behind pieces also 4 go eliminate otherwise would not concur the union of the piece D 5 with the engine’s gondola. The motor cowlings are reproduced respective in two pieces everyone and inside them, will be inserted one discreet reproduction of the front star of the enigenss: the union of all pieces does not denote difficulty of and using adhesive ciano-acrylic and abrasive paper is possbile to eliminate several the signs of splice. Unfortunately the splice wing-fuselage will demand a little more of putty to overwhelming the empty space (nearly a milimeter) between these two members of the model for the length of the line of splice of the same; fortunately the wing spar of the D piece the 10 and railroads for same the presents to the inside of seeds wings give one good solidity to all together. Also transparent pieces representing the prow of the aircraft with the emplacement of the gunlayer do not have hinges of small reply and turn out opportune to insert to their inside streeps of plasticard in order conferring greater solidity to their union and for handle them when the sign of their splice will have to be eliminated on the advanced part of the same (fortunately for the under will placed the piece in plastic no. 11 that it eliminates here of the all problem): this phase is much delicate for parts that will have to remain transparent and for the difficulty to use the putty. I have preferred therefore to use few amounts of ciano-acrylic adhesive with extreme caution on the splice zones, adhesive that once dried up I have corresponded with as much caution. For the inside of the emplacement of the gunlayer beyond to the pavement, piece D 7, unfortunately not there is null other: also here there is the same speech of the cokpit for the extension and the clear of the transparent parts, and therefore will be necessary to put hand to the documentation. The union to the fuselage of the emplacement of the gunlayer, at least in the kit from mounted me (I have chosen to reproduce a warplane of the first series with the front defensive emplacement), is not perfectly coinciding: in spite of the several one tried to you it remained always a small but annoying they scale in how much the fuselage more was tightened of two joined transparent pieces... These pieces, if puttinges on the plans in scale, appear too much abundant in length at least of one good milimeter: in order to obviate to this fact and also to reduce the climb with the fuselage, I have cut from goldsmith a part in excess of the transparents before joining them to the front fuselage. Afther this, I used again the putty with attention for the transparent parts that are convenient protect with adhesive tape Tamiya since these moments without to wait for the phase of the coloration of the model. Transparent piece CP 7 that reproduces the cupola of the machine-gunner under the posterior zone of the fuselage does not introduce the opening for the relative machine-gun: for being able to realize it same piece CP 7 will have therefore to be pierced, but with a lot much caution... It is better to omit the four transparent pieces CP 8 in fuselage, replacing them afther the coloration with the Kristal Klear and to postpone, to such point, also the union of the cowlings motor to the rest of the mounted model in order not to have to make of the "acrobatics" for being able to paint the front part of the fuselage... The four cowlings motor then had advancedly air inlet whose reproduction in the kit is entrusted to a piece in resin that but reproduces the part begins them: in the truth the air inlet was continuation from a rectangular relief that extended end nearly to the term of the motor hood. I try again opportune to omit pieces in resin and to reproduce these air inlets with plasticard of very small thickness glue with ciano acrylic and joined together with putty. Pieces that reproduce the stars of the engines seem approximate but also they cannot be replaced with the those of set RCR. On the wings must be reproduced the two beacons on the edge of entrance to sides of the two gondolas motor and the lights of extremity. In last, the wheels of set RCR have the preciser ship-boys regarding those in plastic but they are of too much abundant dimensions for profitablely being able to be used with kit the Special Hobby. All is made of the construction of the kit who is accompanied from more than suitable sheet instructions whose validity extends also to the indications for the external coloration of the model. To construction completed, it is possible to see the model capture very well the shapes and dimensions of the real aircraft with the small exception found by me in order to the emplacement of the gunlayer: there is in fact correspondence with the drawnings published on Ali d’Italia no.15 while some is also small difference with those of the special issue of the CMPR. In conclusion, even if as an example a greater detail for the inner ones would have been favorable, cannot more not be than satisfied than this model.
Grazie al Gruppo MPM per il kit fornito
Many thanks to all MPM Group for the review sample, specially to Alfred Riedl, Pavla Harazimowa and Petr Sobisek