Sorprese da collezionare: Soldatini di ferro
Testo e foto di Antonio PERRONE
Quello dei soldatini è, senza dubbio, tra i settori del modellismo, il più conosciuto.
Sono "giocattoli" che hanno sempre attirato l'interesse del bambino, proprio perché è nella sua natura il ricercare un oggetto che gli consenta, allo stesso tempo, di fantasticare e di divertirsi: tutti noi (e non solo in tenera età!!), almeno una volta, abbiamo giocato con uno sceriffo, piuttosto che un indiano, un cavaliere medievale o un soldato americano, improvvisandoci, di volta in volta, "Butch Cassidy", "Ivanhoe" o "novello Rambo".
I soldatini erano fatti in diversi materiali, anche in legno e in composizione. Ad ogni modo, fino al Medioevo compreso, il "soldatino" è un oggetto molto semplice e povero, anche se i materiali utilizzati erano i più nobili di allora (bronzo, rame, ferro). Soldatini di stagno erano già conosciuti non solo dagli antichi Romani, ma anche da Etruschi, Greci ed Egizi. A queste versioni più semplici, realizzate per un consumo di massa, si affiancano versioni molto costose in metalli preziosi e con dettagli accuratissimi. In Germania i primi soldatini metallici (in un metallo soffice che poteva rompersi facilmente e quindi richiedevano molta cura nel maneggiarli) furono realizzati a partire dal XII secolo, ma la vera produzione commerciale si sviluppò nel 1578. Sempre nel '500 vennero realizzati alcuni soldatini alti 30 centimetri, spesso rivestiti con tessuti che riproducevano le uniformi dell'epoca, ma la maggior parte comparve nell'800.
Importante fonte di ispirazione per i costruttori di soldatini furono le Guerre Napoleoniche: ne furono sfornati un'infinità, abbigliati nelle perfette e coloratissime uniformi dell'epoca. In Inghilterra e in America il metodo più diffuso di realizzazione di questi "giocattoli", a partire dalla fine dell'800 fino al 1950, consisteva nel versare una colata di piombo liquefatto, stagno e antimonio, in uno stampo. Si ottenevano, così, dei soldatini cavi che presentavano il vantaggio di utilizzare meno metallo di quelli completamente pieni e la loro produzione era di conseguenza meno costosa.
Circa trent’anni fa è iniziata la diffusione di soldatini di metallo all’interno degli ovetti di cioccolato della Kinder e pochi erano coloro che avrebbero potuto prevedere un simile successo: quello che per i bambini era un "semplice giocattolo", è diventato, per molti adulti, un oggetto da collezionare con passione.
Il successo che essi hanno avuto negli ultimi tempi ha fatto salire vertiginosamente le loro quotazioni, provocando, tra l’altro, lo sviluppo di un mercato di pezzi falsi.
Le serie dei soldatini di metallo della Kinder sono molto difficili da catalogare, questo perché sono state diffuse irregolarmente e perché riportano (non sempre tra l’altro, alcune di esse sono prive di qualsiasi tipo di identificativo!) codici generici.
Alcune riportano, sul fondo della base, una sigla alfa-numerica; altre, posteriormente alla base, la dicitura "RP 1482" o "SCAME" o "K …n…"
o, ancora, "Made in Italy" (le serie "Sceriffi" e "Indiani");
altre, è il caso di due serie di animali, la dicitura "GIODI".
Inoltre, sul fronte della base, è riportato, spesso, il nome del soggetto.
Quasi tutte le miniature sono state riproposte in anni diversi ma con colorazioni differenti: zinco, oro, rame, ottone, ferro, argento, cromo, brunito e verderame sono quelle principali.
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Tutte le serie sono composte da quattro o sei soggetti, fanno eccezione la serie "Pirati caricature" e, limitatamente ad alcune colorazioni, le serie "Sceriffi" e "Indiani", composte da otto soggetti.
L’altezza di queste miniature è 40 mm., anche se una dozzina di serie, sono state proposte nella doppia versione 40 mm. e 35 mm.
Le serie "Figure Cinesi" e "Clown" sono solo in 35 mm.
Nelle Maxi-uova sono, inoltre, usciti tre soggetti, alti 50 mm., già apparsi nella serie "Soldati del XVIII – XIX sec." da 40 e 35 mm.
Le ultime tre serie italiane, "Guardie Svizzere" del 1995, "Cavalieri" del 1996 e "Castellani" del 1997, sono "accessoriate": la prima prevede, per ogni soggetto, una base riproducente una guardiola, una torre, un portone, ecc., la seconda un cavallo, la terza un "castello". Tutti questi "accessori" sono in plastica.
Un grazie particolare va all'Amico Leonardo Salvemini, collezionista di vecchia data e proprietario della maggior parte delle serie rappresentate nelle foto.