Un viaggio del Brigantino "Dittatore Garibaldi"
da Genova in Russia e in Inghilterra
Presentiamo alcuni Conti Scalo del Brigantino Dittatore Garibaldi convinti che, da questi documenti, si possa ricavare assai meglio che dai calcoli delle miglia percorse, il tipo di viaggio intrapreso, la durata del viaggio, i rischi e le condizioni meteorologiche affrontate.
|
Prima della partenza il Comandante aveva ordinato ad Antonio Dagnino, con negozi in via Ponte della Legna n.1, e via Doria, "Provveditore di bastimenti in salumi ed altri generi", provviste per ben lire 346,80. Con svolazzante calligrafia sulla fattura vengono elencati: olio, stokfish, formaggi piacentino, sardo e di Piemonte, salame, composta all'aceto, conserva, pomi d'oro, alici salate, basilico sott'olio, funghi secchi sott'olio e secchi, patate, cipolle, uova, sei galline vive e ben due grosse di zolfanelli. |
I documenti sono del 1865 e ci raccontano i preparativi fatti per il viaggio da Genova a Odessa, in Russia, e da li a Hull, in Inghilterra. Raccontarlo così sembra niente, però da Genova a Odessa ci sono 1.627 miglia e da Odessa a Hull ce ne sono ben 3.570. Se poi teniamo conto dei bordeggi e degli scarrocci obbligati dai venti contrari, queste distanze debbono essere ancora aumentate. Ad ogni modo, con una velocità media di 3 nodi, ci vogliono 17 giorni per arrivare a Odessa e 38 per giungere a Hull. E' da tenere presente che le zone attraversate non erano, allora, e non lo sono oggi, delle più tranquille. Capo Metapan, Creta, Bosforo, Mar Nero, Golfo del Leone, Guascogna, Manica e Mare del Nord sono posti famosi per i cattivi tempi e i temporali. Ma i naviganti d'allora non temevano il cattivo tempo; l'importante era che il vento, anche tempestoso, soffiasse in modo favorevole, poiché cosi si aumentava il cammino; la bonaccia era sgradita come il vento di prua! Il previdente Capitano si era approvvigionato di quanto necessario per l'equipaggio formato da 11 persone, lui compreso.
|
Il previdente Capitano si era fornito di medicinali da "Pietro Bignardello, Chimico Farmacista, con negozio in via San Vincenzo al n. 103. Specialità estere e Cassette di Bordo": 600 grammi di farina di senape, gr. 26 etere solforico, gr. 100 cremor di tartaro, Kg. 2 seme di lino, gr. 200 spirito di canfora, 40 pastiglie di Ipecaquana, gr. 15 di calomelano, 500 gr. di Manna rottami, gr. 100 di acqua di menta, gr. 40 di unguento galeno, mt. 2 di diacholon, mt. 2 cerotto per reumi e 1 Kg. di cloruro di soda; il tutto per la somma di lire 15,90. |
|
Nel "Negozio di Carta di tutte le qualità, piazza Ducale n. 12 in Genova, di Fornati Domenico" il Capitano aveva acquistato quaderni di protocollo e risme di carta da lettera, due bei calamai da lire 0,90 ciascuno, una bottiglia d'inchiostro e un timbro con ceralacca. |
Questo sta a significare che nella prima guardia, dalle 4 alle 8, montava lo Scrivano, che era l'unico Ufficiale di Bordo, con 3 marinai. Nella seconda guardia, dalle 8 alle 12, montava il Nostromo con altri 3 marinai, e così via. I turni erano "quattro e quattro", cioè quattro ore di guardia e quattro di riposo. Già, perché il Capitano non faceva guardia, però era sempre presente sul ponte e dormiva vestito su di una panca, sempre pronto ad intervenire ad ogni chiamata. Nemmeno il Cuoco, chiamato Dispensiere, faceva la guardia. Ma in caso di necessità, veniva chiamato per dare una mano a far forza sugli ostini per virare di bordo o, magari, prendere il timone. Aveva anche lui il suo da fare a conservare la roba e stare attento che non andasse a male. Conosceva mille accorgimenti per far durare la verdura: i cavoli a boccia, per esempio, raccolti con la radice e piantati nelle cassette di sabbia umida, si conservano a lungo e, poi, tagliati a strisce sottili potevano sembrare, conditi con l'olio d'oliva, ottima insalata (ancor oggi, a bordo, questo tipo d'insalata si chiama del Camoglino). I maligni dicevano che sceglieva le parti più tenere per il Capitano e quelle esterne, più malandate, per l'equipaggio. E' però certo che, anche in seguito a questi accorgimenti, lo scorbuto a bordo dei bastimenti di Camogli è sempre stato molto raro. Anche la frutta secca, specialmente le mele di Bana e i fichi della Valle, facevano sempre parte delle provviste.
|
In data 1 agosto troviamo poi la Ricevuta dell'Amministrazione dei Fari di Costantinopoli per lire turche 457, con provenienza Genova e destinazione Odessa. Siccome il bastimento era partito da Genova verso il 27 giugno, aveva impiegato più di un mese per coprire la distanza. |
|
Del porto di Odessa abbiamo soltanto una fattura relativa ai "Fratelli Mochi - Ancore, Gomene, Barche di Soccorso, Barche per Zavorra, Latiche per Merci". L'intestazione è in italiano e riporta la somma di Rubli 81,25 per fornitura di 65 tonn. di zavorra dal giorno 1 al 23 agosto. |
|
A Odessa il bastimento carica 3.154 Schetverts di semi di lino e 40 sacchi nuovi, come risulta dalla bella polizza "old style" firmata il 16 agosto 1865. |
Quando si navigava in zavorra, ossia con poche tonnellate di detriti, per appesantire il barco, il dispensiere comprava alcune galline che lasciava razzolare nella stiva. Vivevano beccando nella zavorra tutto quello che trovavano, facevano le uova e poi, durante il viaggio, a una a una venivano mangiate. E il baccalà e lo stoccafisso, le acciughe e gli zeri in salamoia. Anche le patate e le cipolle, conservate al fresco, ma in un locale al buio, duravano a lungo. Non parliamo poi dei fagioli, delle fave e dei ceci secchi, che erano presenti nel cibo di ogni giorno. La carne salata cambiava gusto col passare del tempo, ma era sempre buona e la Julienne, verdura essiccata, serviva per fare la minestra. Il basilico si conservava sotto sale e olio e le cipolline e la composta sotto aceto; le uova nella calce, e i funghi secchi in nadubbo. Difficile fare il pane in mancanza del forno e del crescente, ma le casse di ferro zincate erano piene di gallette che si conservavano a lungo; se a volte si trovava qualche verme, non voleva dire niente: bastava batterle un paio di colpi sull'orlo del boccaporto! L'acqua costituiva sempre un problema: dopo un po' di tempo nei serbatoi cominciavano a spuntare i vermi. Qualcuno metteva un'anguilla o una murena nella cassa e diceva che così l'acqua si conservava più a lungo. Per fortuna si prendeva qualche buon pesce con lo scorricane e qualche delfino arpionato col fugou forniva il musciamme.
Nemmeno il mozzo (aveva 13 o 14 anni e a volte anche meno) faceva la guardia. Ma a lui bastava l'insegnamento del Nostromo che ogni giorno lo obbligava ad apprendere, volente o nolente, qualche cosa di nuovo del mestiere. Se il Nostromo aveva il dubbio che la notte, sognando qualche ragazza, il mozzo potesse "indebolirsi", prima di metterlo a letto, gli legava le mani dentro due tari vuoti in modo che qualsiasi movimento delle mani venisse rumorosamente segnalato...!
|
Il 3 settembre (3 7mbre, come risulta dalla ricevuta delle Tasse pagate al Consolato Italiano) è di nuovo a Costantinopoli. Oltre alle solite 457 lire Turche dell'Amministrazione dei Fari, abbiamo anche la fattura del Consolato del Re d'Italia per lire 60,88 comprensive di lire 20 per l'Ospedale Nazionale, sicuramente per qualche ammalato che le medicine comperate a Genova non erano riuscite a guarire. |
|
Una ricevuta datata 16 dicembre conferma l'arrivo a Hull. Il "Collector John Wright" accusa ricevuta di 19 sterline, 14 scellini e 8 pence come diritti di entrata nei Docks. |
L'equipaggio dormiva a bassa prua, tutti insieme nelle brande. Lo scrivano, come il dispensiere, aveva si la sua cabina, ma tanto stretta e piccola che non ci si poteva quasi rigirare. La comodità favorisce il sonno e a bordo bisognava essere sempre ben desti! La vita a bordo era dura, impossibile per noi appena immaginarla. Il lavoro era tutto basato sulla forza fisica e in certi giorni, doveva essere estenuante. Vi erano anche i giorni di relativo riposo, quando sul filo degli alisei, la barca camminava veloce per settimane senza cambiare le mura, o quando, caduti in una zona di bonaccia, si rimaneva giorni e giorni senza cammino, nel caldo asfissiante.
|
Lo stesso giorno una fattura di "Bought of Needham" Panettieri (i Gentleman che tengono cani e gli allevatori di cani Hounds, possono fornirsi di pane per cani) attesta di aver fornito CWT 8 (circa 160 kg.) di pane. |
|
Durante il viaggio il barco aveva incontrato sicuramente cattivo tempo, infatti il Capitano aveva dovuto cambiare una vela quadra comprata per 4 sterline 9 scellini e 3 pence, da "Hard and Stead - velai - con ingresso vicino all'Istituto dei Marinai". Data di partenza 20 dicembre 1865. Dicembre, mese ideale per quelle traversate! |
Da Messina non abbiamo nessun documento, ma il Dittatore Garibaldi vi è arrivato regolarmente, come regolarmente ha continuato a navigare. Ma non sappiamo come sia andato a finire. Le ultime notizie sono dell'anno 1875 segnalato in Senegal al comando del Capitano Della Casa.