F. I. A. T.

 

Testo: Giacomo Trotta

Foto: Antonio Perrone

 

 

 

 

La FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino) nasce l’11 luglio 1899 a Torino con un capitale di 800.000 lire ripartito in 4000 azioni, capeggiata da Giovanni Agnelli. Dopo otto mesi di attività viene inaugurato lo stabilimento in Corso Dante, sempre a Torino, collocato in un’area di 10.000 metri quadri, dove lavorano 35 operai.

Il primo veicolo è un calessino a due posti, con guida a manubrio e manovella, con motore orizzontale a due cilindri paralleli collocati dietro al veicolo che raggiunge una velocità su strada di 32 – 36 km orari.

Tra il 1903 e il 1905 la FIAT viene quotata in borsa e, data la sua affermazione sul mercato e l’ammortamento ormai avvenuto delle attrezzature, supera la gravissima crisi industriale del 1907 - 1908. Ed è proprio nel 1908 che si affaccia per la prima volta nel mercato americano, costituendo una società che realizza vetture su licenza.

Del 1910 è la prima utilitaria, detta anche "Vetturetta", la "Tipo zero".

  

Vetturetta Tipo 0 del 1910: della RIO

In questa foto con e senza cappottina

 

La produzione continua con nuovi veicolo fino alla I Guerra Mondiale, quando vanno in produzione i veicoli militari.

Nel 1916 viene inaugurato un nuovo stabilimento, il Lingotto, che nel 1922 è il più grande e moderno d’Europa: si presenta con cinque piani e sul tetto ha una pista per il collaudo delle vetture. Nel 1924 è la volta di impianti nuovi a Mosca.

Nell’autunno del 1925 esce la 509, macchina a quei tempi veramente ottima per prezzo e consumo, con una velocità di 80 km orari e quattro posti. In più viene applicata la verniciatura a spruzzo alla nitrocellulosa. Ad essa si affiancano delle varianti altrettanto apprezzate fino al 1932, quando appare la Balilla.

Balilla 1932

 

Nel 1936 vede la luce la 500, la più piccola auto del mondo prodotta in serie e battezzata "Topolino": vende 122.000 esemplari fino al 1948.

 

Fiat 500 "Topolino" versione furgoncino PT: della BRUMM

 

Nel 1939 viene inaugurato il nuovo stabilimento a Mirafiori, ma l’affacciarsi della guerra sposta nuovamente la produzione ai veicoli industriali.

Nel 1945 muore Agnelli e subentra alla presidenza Vittorio Valletta, che già lavora alla FIAT dal 1928 come Direttore Generale. E’ tramite lui che vengono ricostruiti gli impianti bombardati e si torna alla produzione modificando i vecchi modelli.

Dal 1950 viene fuori la 1400 e la 1100/103, quest’ultima realizzata in una miriade di varianti.

 

1400: della BRUMM

1100 S: della Progetto K

 

Al Salone di Ginevra viene presentata nell’anno 1955 la 600 al prezzo di 590.000 lire, che è alla base del nuovo boom economico anche se ha più successo la Multipla del 1956.

600: della BRUMM

Multipla: della BRUMM

 

L’estate del 1957 è ricordata per il debutto della Nuova 500 che sostituisce la Topolino, in produzione fino al 1972 quando subentra la 126.

Nuova 500: della Norev

126: della Mattel-Mebetoys

 

Nel frattempo l’Azienda incorpora o partecipa in società come la Bianchi, diventata Autobianchi nel 1955, la Lancia nel 1964, la O. M. nel 1967 e la Ferrari al 40% nel 1969.

Anche auto più grandi vengono prodotte in questo arco di tempo, come la 1800, la 2100 e la 2300 S coupé.

2300 S: della Mercury

 

Nel 1964 entra in scena la 850 al posto della 600.

 

850: della Mebetoys

 

Nel 1966 Valletta lascia l’incarico perché malato, e il suo posto passa all’Avvocato Gianni Agnelli, mentre a Ginevra viene presentata la FIAT 124.

Questa vettura comporta lo studio di sistemi automatizzati che nel 1978 portano al ROBOGATE, sistema di assemblaggio delle scocche.

A fine anni Sessanta vengono fuori la 125 e la 130 che però non ha molta fortuna.

 

124: della Mebetoys

130: della Mercury

 

La 127, presentata nel 1971, sostituisce la 850 ma le sue qualità la rendono un’auto di grande successo, dandole il titolo di "Auto dell’anno" e record di vendite. Se ne fanno versioni Abarth, derivate dal nome dell’omonima azienda acquistata nel 1972, che lavora anche ai modelli 124 Spider Rally e 131, rispettivamente nel 1972 e nel 1976.

127: della Mebetoys

128 del '69: della RIO

128 Coupè: della Mattel-Mebetoys

128 del '71: della Mebetoys

128: Notare la differente forma delle luci posteriori

124 Spider Rally: della Exem

131 Station Wagon : della Mercury

131 versione sportiva: della Exem

132: della Mercury

 

Nel 1979 si modifica la struttura aziendale chiamandosi FIAT Auto Spa, e si aggiungono i marchi Alfa Romeo nel 1983 e Maserati nel 1990 mentre l’accorpamento completo della Ferrari avverrà nel 1988 dopo la morte di Enzo Ferrari.

Il marchio Iveco invece include nel 1974 i veicoli industriali FIAT, O. M., Lancia, Magirus, Unic e Pegaso.

Dopo il successo della 127 vengono nel 1978 la Ritmo e nel 1980 la Panda, rimasta sul mercato per oltre venti anni.

 

Ritmo versione sportiva: della Solido

 

Il gruppo delle utilitarie vede affiancarsi nel 1983 la Uno.

Modelli più grandi, sempre dello stesso anno, sono la Regata e l’Argenta e, nel 1985, la Croma.

Regata: della BBurago

 

A fine anni Ottanta appare la Tipo, subito "Auto dell’anno", disegnata da Giugiaro che subisce due restyling nel 1997 e nel 1998.

Tipo Polizia di Stato: della BBurago

 

Nel 1991 viene realizzata in Polonia la Cinquecento, erede della 126, nel 1998 la Seicento, la monovolume Ulysse nel 1994, la Bravo e la Brava nel 1995 che sostituiscono la Tipo, la Marea nel 1996 e la Multipla nel 1998.

600: della Majorette

Ulysse del '95 e del 2002: della Solido e della Norev

Marea Polizia Municipale Città di Torino: della Maisto

Marea Weekend: della Maisto

Marea Weekend Soccorso Urbano Soci ACI e Taxi: della Maisto

Marea Carabinieri: della Maisto

Multipla: della Majorette

 

Si inaugurano gli stabilimenti di Pratola Serra e Melfi.

Nel 1999, al compimento dei 100 anni, la Presidenza passa a Paolo Fresco che sostituisce Cesare Romiti: nasce la nuova Punto.

 

Punto Polizia Municipale: della Joker

Punto 3 e 5 porte: della Majorette

 

Per far fronte alla concorrenza dei Paesi Asiatici la FIAT si rivolge ai mercati del Brasile e dell’Argentina e da questa collaborazione nascono la Duna nel 1987 e la Palio dieci anni dopo.

Nel 2001 è la volta della Stilo.

 

Stilo: della Norev

 

Recentissima è l’uscita del nuovo monovolume Idea.

I modelli nelle foto sono del Socio AMM Giacomo Trotta. 

 

 Bibliografia: "Enciclopedia dell’Auto di Quattroruote" n. 23 del settembre 2003.