Realizzazione delle manovre per modelli navali

Modellista:

Fernando GUERRA

Testo:

Fernando GUERRA e Antonio PERRONE

Foto:

Fernando GUERRA

 

Un aspetto fondamentale nella realizzazione di un modello (sia esso navale o di ogni altra categoria) è il rispetto della scala. Soffermandoci sui modelli navali antichi, la realizzazione delle manovre richiede l'utilizzo di un numero imprecisato di refe di diversi diametri. Se prendiamo, ad esempio, un modello di un vascello di primo rango, le manovre vanno dai 150 mm. di diametro per lo straglio di maestra, fino ai 20 mm. di diametro per le sartie di belvedere, con tutta una serie di diametri intermedi. I due valori precedenti, riportati ad una ipotetica scala 1:100, si traducono rispettivamente in 1,5 e 0,2 mm. Si intuisce, quindi, che la varietà di diametri di refe necessari diventa molto vasta.

Di fronte a questo problema le soluzioni adottabili sono essenzialmente due: o si ricorre al refe commerciale, reperibile si in diversi diametri ma non in numero sufficiente a coprire tutte le necessità, per cui bisognerà giungere a dei compromessi nella scelta delle misure a discapito del rispetto della scala, oppure si decide di realizzare da sé il cordame. Questa seconda possibilità è sicuramente la più gratificante perché, oltre alla soddisfazione di aver realizzato personalmente tali "particolari", permette di avere dei risultati molto realistici. Personalmente ritenevo che questa operazione sarebbe stata di difficile esecuzione e avrebbe richiesto l'utilizzo di attrezzature particolari, difficili da realizzare. Nulla di più falso. Su consiglio di alcuni amici modellisti navali, dopo alcuni tentativi, ho realizzato, utilizzando "pezzi di scarto" di apparecchiature elettroniche, una semplice "macchina da funaio". Nella sua ideazione ho introdotto, però, una variante personale che, a mio avviso, ne rende più semplice l'utilizzo: la corda "nasce" non in senso orizzontale ma in quello verticale. I fili da intrecciare saranno quindi "appesi". Ma andiamo con ordine.

Come è visibile nelle foto, per realizzare la "macchinetta" ho utilizzato il motorino elettrico di un lettore CD-ROM. Fissato su un supporto di plexiglass, ne ho fatto fuoriuscire l'asse con il relativo ingranaggio (Foto 3-A). Su di esso si "ingranano" tre ruote dentate che gireranno, così, nello stesso verso e alla stessa velocità (Foto 3-B). Successivamente, su ciascuna ruota, ho sistemato un gancio metallico che servirà per bloccarvi i capi da intrecciare.

  

Foto 1

Foto 2

Foto 3

Foto 4

Ho poi predisposto, su un cavo elettrico abbastanza lungo, un interruttore (Foto 6-C) che mi permettesse di attivare e disattivare la rotazione anche da una certa distanza; una spina per l'alimentazione (Foto 6-D) ed un "invertitore di rotazione" per far funzionare il dispositivo "in senso orario" o "in senso antiorario". Occorrerà, inoltre, realizzare una piastrina di plastica, di circa tre centimetri di lato, provvista di tre fori (successivamente vedremo a cosa servirà) (Foto 7).

  

Foto 5

Foto 6

Foto 7

Ora che tutto è pronto, bisogna posizionare la macchinetta su una mensola abbastanza alta (io utilizzo una mensola della cucina a circa tre metri dal pavimento). I tre capi vengono legati ai gancetti di metallo (Foto 8) e, dopo aver fatto passare ciascun capo in un foro della piastrina di plastica, vengono "raccolti insieme" all'altra estremità e bloccati da una pinza a molla (che funge anche da peso) (Foto 9).

  

Foto 8

Foto 9

Azionando il motorino in "marcia antiorario" i capi cominciano ad avvolgersi su se stessi, mentre l'estremità opposta, grazie alla piastra di plastica, tende da sola ad attorcigliarsi in senso orario (Foto 10-F). Man mano che si attorciglierà, la piastra dovrà essere spostata verso l'alto (Foto 10-G), in modo che i capi si avvolgano completamente. Basterà fare delle prove per capire quale dovrà essere la giusta velocità di avanzamento. In questa fase risulta "prezioso" l'interruttore a distanza: essendo la macchinetta posta in alto, si ha con esso la possibilità di comandarla stando a terra.

  

Foto 10

Foto 11

Quando i capi sono tutti attorcigliati e la piastra è completamente in alto (Foto 11), si taglia la corda così ottenuta e la si appende ad uno dei perni della macchina. Si fa girare il motorino in senso inverso a quello precedente e, tenendo ferma l'altra estremità della corda, la si fa stringere su se stessa (Foto 12). Questo procedimento serve a serrare i vari capi in modo da ottenere una corda compatta.

  

Foto 12

Foto13

Foto 14

La fune è pronta!

Molto importante è il senso di rotazione da utilizzare: i capi vanno inizialmente attorcigliati in senso orario e, ad un secondo passaggio, il senso va invertito. Come regola generale si potrà stabilire che il successivo avvolgimento deve sempre avvenire con rotazione opposta a quella precedente.

Il vincolo di questo sistema è l'altezza a cui viene posizionata la macchinetta: sarà tale distanza a determinare la lunghezza massima della corda finale. A tal proposito va tenuto presente che, se posizioniamo la macchinetta a 3 metri da terra, la corda finale sarà lunga circa l'80% di tale altezza!

Un discorso a parte merita il tipo di filato di partenza. Uno dei più adatti è il filo da cucito marca TRE CERCHI N.ro 50, nei colori 24 per le manovre fisse e 370 per le manovre correnti (Foto 15).

  

Foto 15

Foto 16

Foto 17

Si tratta di un ottimo materiale (reperibile nelle mercerie) perché quasi privo di pelo. Il suo spessore è di circa 0,1 mm. Intrecciando tre capi si ottiene una corda da 0,3 mm.; intrecciando tre corde da 0,3 mm. si ottiene una corda da 0,7 mm. e così via. Ovviamente per avere delle corde più sottili posso intrecciare solo due capi, poi due da due, ecc.

Spessori ottenibili intrecciando N fili

Fili da intrecciare

Diametro della manovra (in mm)

1

0,1

2

0,3

2+2

0,5

3

0,4

3+3

0,65

2+2+2

0,6

3+3+3

0,8

 

Un "trucchetto" che utilizzo personalmente per ridurre il "pelo" della corda finale (per la verità minimo ma per modelli in scala molto piccola, anche se minimo, pur sempre fastidioso a vedersi) è quello di passare la corda con dell'opaco acrilico: ne metto un paio di gocce fra le dita e lo passo su di essa. Quando sarà asciutta il risultato sarà ottimo (tale sistema conferisce una certa rigidità al refe, che secondo me non guasta; inoltre distende le fibre che col tempo non tenderanno ad allungarsi).

TABELLA COMPARATIVA PER IL DIAMETRO DELLE MANOVRE Dl MODELLI NAVALI (in mm)

MANOVRA

I

II

III

Trinca di bompresso

30

25

20

Briglie di bompresso

70

55

40

Venti del bompresso

70

55

40

Paranchi di trinchetto

80

65

50

Paranchi di maestra

80

65

50

Paranco di mezzana

40

30

25

Sartie di trinchetto

80

65

50

Sartie di maestra

80

65

50

Sartie di mezzana

60

50

35

Controstraglio di trinchetto

90

75

60

Straglio di trinchetto (4 capi)

130

100

80

Controstraglio maestro (4 capi)

110

90

70

Straglio di maestra (4 capi)

150

130

110

Straglio di mezzana (4 capi)

75

60

45

Paranco di parrocchetto

40

30

25

Paranco di gabbia

40

30

25

Sartie di parrocchetto

60

50

35

Sartie di gabbia

60

50

35

Sartie di contromezzana

35

30

25

Paterazzo traverso di parrocchetto

40

30

25

Paterazzo di parrocchetto

60

50

35

Paterazzo volante di parrocchetto

60

50

35

Paterazzo traverso di gabbia

40

30

25

Paterazzo di gabbia

60

50

35

Paterazzo volante di gabbia

60

50

35

Paterazzo di contromezzana

35

30

25

Paterazzo volante di contromezzana

35

30

25

Controstraglio di parrocchetto (4 capi)

60

50

35

Straglio di parrocchetto (4 capi)

70

55

40

Controstraglio di gabbia (4 capi)

60

50

35

Straglio di gabbia (4 capi)

70

55

40

Straglio di contromezzana (4 capi)

40

30

25

Sartie di velaccino

35

30

25

Sartie di velaccio

35

30

25

Sartie di belvedere

20

20

15

Paterazzi di velaccino

35

30

25

Paterazzi di velaccio

35

30

25

Paterazzi di belvedere

20

20

15

Straglio di velaccino (4 capi)

35

30

25

Straglio di velaccio (4 capi)

35

30

25

Straglio di belvedere (4 capi)

25

20

15

Briglia asta di fiocco

35

30

25

Marciapiedi

40

30

25

Paranco ant. Straglio

30

25

20

Paranco post. Straglio

30

25

20

Tientibene di trinchetto

60

50

35

Tientibene di maestra

60

50

35

Tientibene di mezzana

35

30

25

Corridoi e sagole

30

25

20

 Nel consultare questa tabella dei diametri (espressa in millimetri) bisognerà tenere conto di alcuni accorgimenti presi nel compilarla. Le tre colonne contrassegnate I - II - III riguardano tre categorie principali di modelli. I si riferisce a vascelli di 1° rango e 2° rango ed ai galeoni; II si riferisce ai vascelli di 3° rango ed alle fregate di prima classe (perciò comprende tutte le fregate americane); III si riferisce alle fregate di seconda classe, alle corvette, ai brigantini, ecc. L'andamento dei diametri in taluni casi non è regolare perché sono intervenuti fattori di valutazione differenti da quelli matematici. Tutte le misure della tabella vanno infine intese in senso approssimativo ed adoperando, per eccesso o per difetto, quella misura di refe che ci sarà possibile realizzare. Ciò vale soprattutto per le misure inferiori, perché per quelle maggiori sarà sempre possibile comporre il refe occorrente come nel caso delle manovre indicate specificatamente a 4 capi.

Bibliografia:

Santoro - Orizzonte Mare: Vascelli nei secoli - Ed. Bizzarri Roma

R.C. Anderson - The rigging of ship (in the day of the spritsail topmast) - Dover publication